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"I predatori dell'arte perduta". La grande razzia continua. Le ultime novità. Isman ci aggiorna sull

"I predatori dell'arte perduta". La grande razzia continua. Le ultime novità. Isman ci aggiorna sulle vicende di uno scandalo che non cessa

5/4/2012
Martedì 8 maggio alle ore 17.00 sempre a Ermitage Italia, nella sede di Palazzina Giglioli l’arte, il collezionismo e la formazione delle raccolte museali si “colorano di nero”.
Il focus sul lato oscuro del mercato dell’arte e sul “sacco” dei beni archeologici in Italia è con Fabio Isman, in una conferenza dal titolo  “I predatori dell’arte perduta”. La grande razzia continua. Le ultime novità.
 
Aggiornamenti dunque: anche recentissime e clamorose novità e integrazioni rispetto al libro di successo pubblicato dal noto giornalista, nel 2009 (ed. Skira), in cui anche Paolo Giorgio Ferri, il magistrato cui si deve la più imponente inchiesta in materia nel nostro Paese, non lesinava le curiosità. Fabio Isman, forte della grande esperienza di cronista e inviato maturata negli anni del terrorismo e delle guerre internazionali, e di quattro decenni trascorsi alla redazione del Messaggero, gli ultimi tre a scrivere d’arte e cultura, racconterà a Ermitage Italia, con la precisione, la verve e la sagacia che lo caratterizzano, i punti ancora oscuri di una storia attuale e viva: una vicenda degna di un romanzo giallo, una grande razzia dell'archeologia clandestina in Italia che, dal 1970, ha portato allo scavo illegale di almeno un e mezzo milione di pezzi, ha messo sotto inchiesta diecimila persone, e ha dato vita a “un’industria” mondiale ancora in parte da svelare e soprattutto che non cessa.
A pochi mesi dalla scomparsa di Bob Hect, tra i massimi mercanti mondiali d’antichità di provenienza non sempre lecita, e dalla conclusione infelice del processo alla cosiddetta “banda dei tre” - che ha visto condannato solo il “trafficante” Giacomo Medici e gli altri prescritti - continua infatti un commercio oscuro di beni archeologici che tocca da vicino il collezionismo privato e quello dei grandi Musei stranieri. Non ci sono soltanto i “tombaroli”, piaga purtroppo endemica, ma c’è un autentico e lucroso mercato internazionale.
 Ci sono ancora acquisti più che sospetti compiuti negli Stati Uniti (sia da parte di musei che di privati), anche negli ultimi anni: ogni giorno porta nuove e spiacevoli sorprese e novità.
E perché l’Italia non rivendica alcune restituzioni a tanti importanti Musei stranieri, circa una quarantina, tra cui molti dei più noti?
Questo racconterà Fabio Isman, con l’aiuto di un centinaio di foto, molte delle quali inedite.
 
Nato a Monza da una famiglia triestina, dal 1970 residente a Roma, FABIO ISMAN ha esordito nel 1964 all'Eco di Monza e della Brianza. Nel 1968 è entrato nella redazione de Il Piccolo di Trieste e nel 1969 è passato al Gazzettino di Venezia. Dal 1970 al dicembre 2009 ha fatto parte della redazione de Il Messaggero di Roma.Dopo essersi occupato per decenni di politica, scandali politici, processi e terrorismo e aver seguito importanti eventi in Italia e all'estero,  da trenta anni scrive soprattutto d’arte e cultura, anche al di fuori del nostro Paese. Argomenti quest’ultimi ai quali ha dedicato numerosi libri e pubblicazioni. Per dieci anni, è stato titolare della rubrica "La pagina nera" su Art e Dossier che, dopo una pausa d’altri dieci, ha ripreso nel 2010; è collaboratore del Messaggero e di  testate periodiche,
specializzate nel settore dei beni culturali come Il Giornale dell'Arte, The Art Newspaper e Bell'Italia, dove è titolare della rubrica "Fuoriluogo".