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"Malvasia, i Carracci, Raffaello e le polemiche franco-romane del Seicento", a cura di Giovanna Peri

"Malvasia, i Carracci, Raffaello e le polemiche franco-romane del Seicento", a cura di Giovanna Perini Folesani

5/4/2012
Lunedì 7 sarà ancora Vasari - e attraverso lui i grandi protagonisti della storia dell’arte - al centro dell’attenzione, con una conferenza di Giovanna Perini Folesani, bolognese, professore ordinario di Storia della critica d'arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Urbino e vicepresidente del Comitato Italiano del Comité International d'Histoire de l'Art (C.I.H.A.).
 
La studiosa ci condurrà su un terreno spinoso, quello dell’opera letteraria “Felsina pittrice”, pubblicata dopo quasi un ventennio di ricerche documentarie dall’intellettuale Cesare Carlo Malvasia nel 1678: una storia dell'arte e degli artisti bolognesi che il Malvasia era stato invogliato a scrivere alla luce delle tante reticenze nelle "Vite di Vasari” sugli artisti non toscani e non romani e dalla pubblicazione, via via più insistente di testi polemicamente tesi a denunciare quelle reticenze. Malvasia promosse molto la sua opera in Francia tanto che apparve con dedica a Luigi XIV e venne inviata immediatamente a Parigi, all'Académie Royale e a corte. In Francia fu un successo ma in Italia le correzione a Vasari e il ridimensionamento della maniera "romana" di Annibale Carracci in favore dell’arte bolognese resero l’opera sgradita a Firenze e a Roma scatenando un fiume di polemiche. L'epiteto di "boccalaio urbinate" affibbiato a Raffaello - presente nei primi esemplari della Felsina e prontamente emendato – e la definizione di "duro" e "statuino" per lo stile adottato da Carracci fuori da Bologna, non piacquero per nulla. La Felsina Pittrice di Carlo Cesare Malvasia costituisce un consapevole rinnovamento radicale del modello storiografico vasariano in linea con la coeva ricerca della storiografia politica ed ecclesiastica italiana e francese e dell'agiografia nederlandese dei Bollandisti, in un'ottica pienamente barocca: a tutt'oggi resta sostanzialmente incompresa nella sua complessità, ambizioni e realizzazione, anche a causa delle facili reazioni negative, oculatamente fuorvianti, che ha presto suscitato nell'ambiente del classicismo romano di Bellori-Maratta e degli Albani. Una contestualizzazione storico-critica di ampio orizzonte cronologico e geografico (in proiezione europea, oltre la seconda metà del Settecento), delle diatribe presto sorte su due celebri etichette critiche, non parimenti felici o fortunate, inventate o divulgate da Malvasia nel suo libro( Raffaello "boccalaio urbinate", compositivamente rigido e cromaticamente infelice, e la "maniera statuina" dei pittori classicisti, a partire da Annibale Carracci) permette di trascendere l'ambito asfittico delle contrapposizioni estetiche, stilistiche e soprattutto personali, accidentali e municipaliste, per attingere al livello tipologico delle antinomie radicali e irriducibili di Weltanschauungen divergenti, analizzandone nel contempo gli intrecci politici interpersonali e sovranazionali e le ricadute storico-critiche.

GIOVANNA PERINI, nata a Bologna il 25 aprile 1956, è Professore ordinario di Storia della critica d'arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Urbino "Carlo Bo", ove dirige l'Istituto di Storia dell'arte ed Estetica dal 2001. Ha insegnato anche all'Università di Roma Tor Vergata e negli Stati Uniti, dove ha iniziato la sua carriera (Johns Hopkins University, Baltimora) e dove è stata Robert Baldwin Seminar Professor all'Oberlin College, Oberlin, Ohio.
 È membro di istituzioni scientifiche italiane e straniere, quali l'Accademia Clementina di Bologna, l'Accademia Raffaello di Urbino, la College Art Association of America e la Renaissance Society of America. È autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni a stampa: tra i volumi da lei curati si ricordano Gli scritti dei Carracci, Bologna 1990; G. L. Bianconi, Scritti tedeschi, Bologna 1998; M. Schapiro, Per una semiotica del linguaggio visivo, Roma 2002.
È tra i membri promotori e fondatori della Consulta Nazionale Universitaria degli storici dell'arte (C.U.N.S.T.A.) e socio fondatore della Società italiana di Storia della Critica d'Arte (S.I.S.C.A),
nonché dal 1992 membro del Comitato Italiano del Comité International d'Histoire de l'Art (C.I.H.A.), di cui è ora vicepresidente.