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"Vasari e Ferrara: riflessioni attorno alla camera della Pazienza" , a cura di Alessandra Pattanaro.

"Vasari e Ferrara: riflessioni attorno alla camera della Pazienza" , a cura di Alessandra Pattanaro. Le nuove attività della Fondazione

20/01/2012
Lunedì 30 gennaio, come di consueto alle ore 17.00, la Fondazione Ermitage Italia riparte con un nuovo anno denso di appuntamenti.
Il primo incontro del 2012 sarà dedicato al ciclo consacrato alle celebrazioni vasariane inaugurato lo scorso anno.
Sarà la Professoressa Alessandra Pattanaro, docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università degli Studi di Padova a tenere la prima conferenza "Vasari e Ferrara: riflessioni attorno alla camera della Pazienza".
 
Le dichiarazioni di Giorgio Vasari relative a sue visite alla città di Ferrara all'inizio del quinto e del settimo decennio e le conferme indirette di contemporanei e di testimoni costringono ancora a riflettere sulla natura ambigua di alcune affermazioni contenute nelle Vite e a valutare la loro attendibilità alla luce di una conoscenza sempre più completa di pittori ed eventi.
L'anno vasariano appena concluso è anche però l'occasione per riflettere nuovamente sulla camera della Pazienza, sul suo allestimento e su come il gusto per l'allegoria, tradizionalmente caro alla cultura ferrarese, sia destinato a rinnovarsi alla metà del Cinquecento proprio grazie al contributo involontario offerto dall'artista aretino alla visualizzazione della virtù scelta dal duca Ercole II per celebrare la sua persona.
 
Alessandra Pattanaro, nata a Padova nel 1959, è professore associato di Storia dell'arte moderna al Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Padova, dove tiene gli insegnamenti di Storia dell'arte moderna e di Iconografia e iconologia.
Ha studiato la pittura ferrarese del Cinquecento a partire dalle tesi di laurea e di dottorato, rispettivamente su Garofalo e su Girolamo da Carpi, temi che hanno avviato ricerche e prodotto articoli su altri artisti "estensi", quali Boccaccio Boccaccino, Niccolò Pisano, Mazzolino, i fratelli Dossi, l'anonimo Maestro dei 12 Apostoli, i Filippi, Pirro Ligorio. Ha pertanto esplorato sia i contesti sacri e profani della committenza di corte e cittadina, che i fenomeni della diffusione del giorgionismo, del classicismo e del post-classicismo raffelleschi (via Giulio Romano e Parmigianino), attraverso la diffusione delle stampe e lo studio dei disegni (libri pubblicati: Girolamo da Carpi. Ritratti, Cittadella, 2000; Il Maestro dei dodici Apostoli. Un pittore nella Ferrara di Alfonso I e di Ercole II d'Este, Milano, 2005; Girolamo da Carpi. Dipinti allegorici e profani, Cittadella, 2006). Si occupa inoltre di pittura veneta di tardo-Cinquecento, connessa a problemi di iconografia tridentina, soprattutto di ambito padovano e veneziano, con riguardo agli epigoni di Paolo Veronese e di Jacopo Bassano.