Ridotta al rango di tappa occasionale del Grand Tour fra Venezia e Firenze, dopo un lungo periodo di oblio, fra Otto e Novecento Ferrara viene riscoperta come una delle capitali del Rinascimento. Nel suo La civiltà del Rinascimento in Italia, pubblicato a Basilea nel 1860, Jacob Burckhardt definisce Ferrara “la prima città moderna d’Europa” per i suoi rioni ampi e regolari sorti per il volere dei principi. Mezzo secolo dopo Aby Warburg, che al metodo storico di Burckhardt aveva inizialmente aderito, indaga il significato degli affreschi di Schifanoia secondo una nuova metodologia di ricerca, l’iconologia, fondando così una nuova disciplina.
Fra le due guerre la volontà di recuperare gli antichi splendori porta alla costituzione di nuovi musei e ad una nuova attenzione al patrimonio storico e monumentale di età estense. Particolarmente significativo dell’ambiente culturale cittadino dell’epoca, dominato dalle personalità di Giuseppe Agnelli e Pietro Niccolini, è il restauro del palazzo Ducale condotto a termine nel 1926 dall’architetto Venceslao Borzani: un “rifacimento in stile” volto a ripristinare la “facciata trecentesca” dell’edificio, che già ai tempi si allontanava discutibilmente dai più aggiornati criteri d’intervento, diventando oggetto di una violenta polemica sollevata da Gustavo Giovannoni.
Dopo la mostra dedicata alla “School of Ferrara and Bologna” al Burlington Fine Arts Club di Londra nel 1894 e la partecipazione cittadina al padiglione emiliano-romagnolo in occasione delle celebrazioni romane del Cinquantesimo dell’Unità d’Italia nel 1911, è la grande“Esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento” a suggellare nel 1933 la nuova fortuna critica dell’antica scuola artistica cittadina. Voluta da Italo Balbo e curata da Nino Barbantini, la mostra di palazzo dei Diamanti riesce a combinare rigore scientifico e successo di pubblico, dando inizio ad una nuova ed importante stagione di esposizioni d’arte antica in tutta Italia. Dalla visita alle sale dell’esposizione Roberto Longhi trae ispirazione per uno dei suoi migliori saggi, l’Officina ferrarese, che stabilirà il canone critico della pittura rinascimentale cittadina per tutto il Novecento.
Interverranno:
Marco Bertozzi (Università di Ferrara)
Sulle spalle dei giganti: il Rinascimento ferrarese da Burckhardt a Warburg
Solange Rossi (Università di Genova)
Il falso palazzo Comunale di Ferrara. Verso la riscoperta del Rinascimento estense
Marcello Toffanello (Università di Ferrara)
L’Esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento del 1933