Ferrara. Garofalo. Pittore della Ferrara Estense
Ferrara, mostra "Garofalo. Pittore della Ferrara Estense", Castello Estense, 5 aprile – 20 luglio 2008. A cura di Mauro Lucco, Tatiana Kustodieva in collaborazione con Michele Danieli
Con Garofalo. Pittore della Ferrara Estense si apre la prima mostra della Fondazione Ermitage Italia promossa da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Museo Statale Ermitage, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara, con il sostegno di Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Hera.
Alla sua realizzazione – un omaggio alla città e alla sua storia di splendore e di mecenatismo cinquecentesco - hanno collaborato studiosi italiani, russi e musei di molti paesi.
Questa è stata un’occasione importante per fare il punto su un artista in passato sottovalutato dalla critica, ma in realtà apprezzato come “moderno” dal Vasari, per la pittura e per il suo stile di vita, e straordinariamente vitale e attivo nella città degli estensi, che in lui si identifica più che i altri: le sue opere, collocate soprattutto nelle chiese e nei palazzi nobiliari e meno nella corte, furono infatti sotto gli occhi di tutti, entrando presto nell’immaginario collettivo ferrarese, tanto da aver costituito, in occasione della mostra, un vero e proprio itinerario tematico nella città.
La mostra ha permesso di poter ammirare opere che le rotte del collezionismo avevano allontanato dall’Italia a partire della fine del Cinquecento e, a tal proposito, è da ricordare che un nucleo importante di opere è conservato proprio nel Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.
La cultura artistica di Garofalo abbraccia tanta parte di arte italiana del tempo, parte infatti dagli esempi a lui più vicini, come Dosso Dossi, ma ben presto viene influenzato dall’arte veneta nonché da quella romana. Proprio la perfetta fusione tra i modi di Raffello Sanzio e di Giorgione sarà uno dei maggiori traguardi di Garofalo, cui tutta la letteratura riconosce il merito di aver trovato una delle più originali sintesi tra la pittura veneta e quella romana.
L’intento artistico di Garofalo si concretizza nella capacità di fondere le diverse parlate della cultura figurativa del suo tempo in una lingua fluida e bella, in armoniosa unità, senza cesure nette, senza conversioni radicali, ma parlando sempre la sua inconfondibile lingua poetica.